Un ultimo saluto al Direttore Didattico Livio Vaschetto
Voglio dedicare qualche parola al ricordo di colui che è stato il mio primo Direttore Didattico: il dottor Livio Vaschetto.
Teneva moltissimo a quell'appellativo, DIDATTICO, perchè vi individuava il senso del suo lavoro, lo scopo fondamentale del suo ruolo.
Detestava le scartoffie e la burocrazia; per riuscire a parlargli bisognava essere pronti a rincorrerlo attraverso i lunghi corridoi della "De Amicis"; era disordinato e talvolta irascibile; fumava parecchio, soprattutto durante i Collegi Docenti; gli piaceva affermare, con umoristica perfidia, che gli alunni imparano NONOSTANTE le maestre, ma aveva una grandissima dote: amava profondamente la scuola, l'insegnamento, i bambini (ai quali sorrideva con gli occhi prima ancora che con la bocca).
Non rimaneva chiuso nel suo ufficio: entrava nelle aule e si fermava, per un paio d'ore o addirittura per più giorni (spesso gettando nel panico l'insegnante), per ascoltare le lezioni, suggerire, talvolta sperimentare. Per conoscere sul campo la realtà di ogni classe e di ogni docente.
In alcune occasioni (poche, per la verità) ci siamo scontrati, ma so di dovere a lui molto di ciò che ho appreso e messo in pratica nel mio cammino di maestra.
Il suo metodo nel fare lezione di storia mi ha indicato una via; la sua idea innovativa del modo di avvicinare i bambini alla lettura mi ha contagiata; il suo bel suggerimento di scattare una foto ad ogni alunno il primo giorno di scuola (aveva voluto che ogni classe fosse dotata di una macchina fotografica!) mi ha accompagnata fino alla pensione.
E forse solo col passare degli anni ho compreso davvero quanto fosse moderna, professionale e al contempo umana, la sua visione del fare scuola.
Ormai anziano, quando mi incontrava per strada, non mancava mai di chiedermi notizie delle "nostre" sale di lettura, quelle che aveva intensamente voluto, con divani ed espositori, e che insieme avevamo allestito.
"Ci sono ancora?". Io lo rassicuravo e lui sorrideva soddisfatto.
Ovviamente non ho avuto il coraggio, l'ultima volta che ci siamo incontrati, di rivelargli che anche l'ultima sala di lettura era stata smantellata. I tempi erano cambiati e imponevano nuove norme, con un corollario di controindicazioni e complicazioni. Proprio quelle che lui odiava tanto...
Oggi le scuole non hanno più un direttore, ma un "dirigente". E il termine "didattico" è stato cancellato, insieme a molto altro in cui abbiamo creduto.
Gli insegnamenti belli però non si cancellano: nonostante tutto, qualcosa continuano sempre a seminare, anche con fatica e anche a distanza di tanti anni.
GRAZIE, DIRETTORE!